Quando qualcuno si sente ascoltato, il suo corpo cambia.
E’ scientificamente provato: nel suo corpo il sistema nervoso autonomo esce dalla modalità allerta, il nervo vago riprende il comando, la frequenza cardiaca si regolarizza, il respiro scende … Il corpo smette di difendersi e inizia a ripararsi
Viviamo in un’epoca che parla molto e ascolta poco. Tutti esprimono … e l’essere umano in questo modo non si cura. Si cura quando sente che può esistere senza essere interrotto, senza essere corretto. Dal punto di vista neuroscientifico, sentirsi ascoltati abbassa il cortisolo e riattiva i circuiti della sicurezza. Dal punto di vista umano, sentirsi ascoltati fa qualcosa di ancora più radicale: restituisce dignità all’esperienza vissuta.
Quando ascolti davvero qualcuno, gli stai dicendo “quello che senti ha diritto di esistere”
Infatti lo psichiatra e psicoanalista Carl Gustav Jung parlava di ascolto non come tecnica bensì come postura dell’anima … secondo lui, ciò che non viene ascoltato non scompare: si sposta nell’ombra … e l’ombra, quando ignorata, governa … Pertanto i sintomi, i dolori, le compulsioni, le ripetizioni sono solo voci non ascoltate che bussano più forte, e quindi ascoltare significa permettere all’ombra di parlare senza il timore di essere giudicata
Ascoltare non è essere d’accordo … È restare presenti mentre l’altro esiste … è sostenere il vuoto senza riempirlo subito con consigli, soluzioni, frasi pronte
C’è differenza fra udire ed ascoltare: udire è un atto passivo, ascoltare è una scelta attiva che richiede silenzio interno e che tu metta da parte il tuo personale bisogno di avere ragione, di intervenire (di salvare) -> L’ascolto è scomodo perché ti costringe a non essere il protagonista
Dal punto di vista clinico, chi non viene ascoltato sviluppa iperattivazione:
il corpo resta in uno stato di vigilanza cronica – i muscoli si irrigidiscono, l’intestino si infiamma, il sonno si frammenta. Ossia il sintomo diventa linguaggio alternativo, cioè nessuno ascolta l’individuo e allora il corpo parla
Ascoltare quindi è un atto rivoluzionario … Significa dire al sistema nervoso dell’altro: “qui non devi combattere”. È creare un campo di sicurezza in cui la verità può emergere senza travolgere
Jung direbbe che l’ascolto autentico è un processo di “individuazione condivisa”: 2 esseri umani che si incontrano senza maschere, non per guarire subito, ma per essere veri abbastanza da permettere alla guarigione di accadere
Spesso si ascolta per rispondere, non per comprendere – Si ascolta per diagnosticare, non per incontrare. E il corpo dell’altro lo sa e reagisce di conseguenza.
Ascoltare è la prima medicina, prima della parola giusta (o della tecnica). Inoltre per ascoltare occorre coraggio … è un atto di coraggio, perché quando ascolti davvero qualcuno devi essere disposto a lasciarti toccare
Meditamo/riflettiamoci su … LA VERITA’ RENDE LIBERI!