… Anticamente ai discepoli dei misteri veniva insegnato che di ogni qualità umana e di ogni cosa che l’uomo è in grado di fare vanno considerati i 2 estremi, come i piatti di una bilancia che si alzano e si abbassano alternativamente:
Esempio: Coraggio – gli estremi sono avventatezza-spavalderia-temerarietà da un lato (con dispendio sfrenato delle energie di cui si dispone) e codardia-tapineria dall’altro.
L’uomo può -per così dire- muoversi “liberamente”
in maniera specifica verso l’uno o l’altro estremo, comunque …
1) se l’uomo eccede nel senso della TEMERARIETA’ si perde, spogliandosi del proprio Sè
2) se prende la direzione della VILTA’, l’uomo s’indurisce e si estrania dal contesto delle cose e della vita, richiudendosi in se stesso (diventando un emarginato che non sa armonizzare i propri gesti e le proprie azioni con il tutto).
Questo vale per il coraggio come per qualunque tipo di azione dell’uomo.
Nel caso 1) egli “perde sè nel mondo” , cioè il mondo lo afferra e lo riduce allo stremo ; nel caso 2) egli “perde il mondo in sè”, cioè si chiude in se indurendosi nel proprio egoismo.
… Per questo nel codice morale dei misteri era in auge la massima: < TROVA IL CENTRO, il giusto mezzo se vuoi agire in modo da non perdere te stesso nel mondo e che il mondo non perda te!>
“L’ERRORE” (in senso lato) per l’uomo NASCE proprio laddove “L’UOMO PERDE SE’ NEL MONDO” o “IL MONDO PERDE L’UOMO” ……………….
Meditiamo