Sin dall’inizio dei tempi e poi in tutte le epoche della storia …

i grandi saggi hanno sempre invitato l’uomo a cercare, in ogni situazione della propria vita, di trovare in se’ stesso L’EQUILIBRIO, IL GIUSTO MEZZO NEL SUO AGIRE E NEL SUO VOLERE

E’ questa una REGOLA AUREA DEGLI ANTICHI MISTERI (dai quali anche gli antichi filosofi e quindi la filosofia presero le mosse).

IN OGNI SUA AZIONE L’UOMO PUO’ AGIRE IN MODO DA essere , lacerato dal mondo esteriore poiché egli vi ha disperso se stesso (il proprio sé) OPPURE PUO’ COMPORTARSI IN MODO DA indurirsi, chiudersi in se stesso e così disseccarsi (e allora il mondo perderà lui con le sue forze e le sue potenzialità).

-> Il giusto equilibrio è possibile solo quando i bracci dei 2 piatti della bilancia sono orizzontali

Esempi:

1) l’anima umana può eccedere nell’affannoso, sfrenato operare nel mondo, abusando fino all’estrema tensione delle forze disponibili, in questo modo l’uomo perderebbe se stesso lasciando che il proprio sé venga frantumato dalle ruote della vita ( = eccesso in direzione della TEMERARIETA’), oppure potrebbe eccedere nella direzione opposta e l’uomo si comporterebbe in modo da indurirsi, isolarsi dal rapporto con le cose e con gli esseri, disseccarsi ( = eccesso verso il polo della VILTA’) … e il mondo lo perderebbe

2) estremi opposti ai lati del sano interesse sono l’APATIA del sentimento (=mancanza d’interesse per il mondo) che si mantiene estranea a tutto, vive solo in se stessa e sta testardamente fissa al solo “suo punto di vista”, ossia l’ottusità del sentire (che pone l’uomo fuori dal mondo, laddove l’interesse lo trasporterebbe in mezzo ad esso) … e la DEDIZIONE ESAGERATA, consistente nel darsi ad ogni cosa sino all’eccesso, che è un perdersi passionale negli esseri e non un reale interesse, con passionalità insensata che si annebbia nella dedizione (e così il mondo perde l’uomo)

IN OGNI TUA AZIONE, IN QUALUNQUE AMBIENTE, NON PERDERE TE STESSO NEL MONDO e NON FARE CHE IL MONDO PERDA TE!

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