I morti sono sempre intorno a noi: si muovono e vivono intorno a noi … come durante il sonno non percepiamo gli oggetti fisici che ci stanno accanto, così durante la nostra vita da svegli non percepiamo i morti intorno a noi
I fili spirituali intessuti fra le anime dei defunti e noi non vengono spezzati con la morte, continuano ad esistere … Perciò è importante trasformare il dolore per la scomparsa del defunto in gratitudine – gratitudine per tutto ciò che si è ricevuto e si è condiviso nella vita
Noi parliamo CONTINUAMENTE coi morti nell’inconscio della nostra anima, e loro parlano alla nostra interiorità
L’amore, la simpatia, l’affetto che conserviamo verso coloro che sono morti stabiliscono il collegamento con loro: occorre ricordarli in situazioni reali che abbiamo vissuto insieme, anche le più semplici (ad esempio mentre ci parlavano o mentre svolgevamo qualche lavoro insieme)
Questo sentimento, questo calore pervaderà la nostra anima, in modo tale da trasformarsi la sera, quando ci addormentiamo, in domande inconsce rivolte proprio al defunto.
Se poi vogliamo rivolgergli delle domande specifiche esprimendo quel che c’è in fondo al nostro cuore, poniamole sempre poco prima di addormentarci … e al nostro risveglio sarà lui a risponderci
(Quando sogniamo persone trapassate noi spesso diamo delle interpretazioni errate pensando che i sogni siano messaggi dei defunti … piuttosto riconosciamo nei sogni qualcosa che proviene della nostra anima e va verso i morti: sono nostre proiezioni)
Ciò che ci dicono i defunti, gli impulsi che ci trasmettono non rientrano tra le nostre esperienze sensoriali e neppure tra le nostre rappresentazioni, bensì nei nostri sentimenti e nei nostri impulsi di volontà … Molto di quanto noi intraprendiamo nella vita, ci è effettivamente ispirato dai morti anche se lo attribuiamo a noi stessi, anche se crediamo che provenga dalla nostra anima … Tutti sono in continuo “commercio” coi defunti, sebbene gli uomini ordinariamente non lo sappiano, poiché il processo si svolge nel subcosciente
COME PUO’ ESSERE MIGLIORATA L’ATTUALE VITA SOCIALE? Imparando a porre domande ai defunti.
Generalmente, fino alla fine dei nostri giorni come uomini fisici sappiamo solo quel che ci aggrada personalmente, la conoscenza si sviluppa veramente solo quando siamo morti … allora essa matura e può essere applicata in modo giusto anche alla vita sociale. Tuttavia non dobbiamo credere che i defunti intervengano direttamente, quasi avessero le mani come gli uomini che vivono nel corpo fisico! I defunti sanno meglio dei viventi cosa deve accadere nel sociale ma devono essere ascoltati dagli uomini, e gli uomini che vivono qui nel fisico devono essere “gli organi esecutivi”
OGGI molti dicono di non voler interessarsi della vita dopo la morte e di poter attendere: <Quando saremo morti, allora sì vedremo che cosa c’è dopo la morte>… questo pensiero è impossibile, ha una contraddizione interna, poichè i defunti dopo la morte non riescono a vedere nulla, solo tenebre, se qui in vita sono vissuti solo materialisticamente, senza interessarsi di altro all’infuori “di ciò che si vedeva e si può possedere”
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