Lo si può afferrare a partire dal rendersi conto che l’eterno, l’immortale dell’uomo discende da MONDI SPIRITUALI per rivestirsi di un corpo fisico umano … solo l’involucro umano viene generato, mentre l’uomo vero e proprio non nasce ed è immortale
Al tempo in cui il cristianesimo assumeva la sua 1° forma, era messa in risalto non la morte ma la resurrezione del Cristo-Gesù; nel IV sec. nell’impero romano il cristianesimo divenne religione di stato, col congiungimento tra il cristianesimo e la romanità decadente. Sotto questo influsso si formò un’immagine che non esisteva affatto nel cristianesimo primitivo: l’immagine del Cristo-Gesù crocifisso e sofferente, dell’«Uomo del dolore» che si strugge per l’indicibile tormento inflittogli …
In seguito il pensiero del VENERDI’ SANTO divenne via via sempre più quello di un’immersione voluttuosa dell’anima nel dolore, della ricerca di una beatitudine dolorosa … e così il pensiero del Venerdì Santo fu sempre più in 1° piano mentre il pensiero della RESURREZIONE, il vero PENSIERO PSQUALE, passava sempre più nell’ombra
Lo sguardo dell’umanità è stato distolto da ciò ch’è veramente spirituale per rivolgersi a ciò ch’è fisico-terrestre.
Gli antichi DISCEPOLI DEI MISTERI, nel corso della loro iniziazione, si trovavano a contemplare l’immagine del più libero fra gli uomini sofferente entro il proprio corpo fisico, avvolto in un manto di porpora e con la corona di spine in capo, e da ciò doveva scaturire in loro quella forza che rende l’uomo veramente uomo: “ .. se ti sei conquistato la conoscenza delle leggi spirituali lo devi al fatto di NON ESSERTI LASCIATO SOMMERGERE DALLA SOFFERENZA EDAL DOLORE, TROVANDO LA FORZA PER SOLLEVARTI AL DI SOPRA DI ESSI”.
Per ciò negli antichi misteri l’immagine del Chrestòs sofferente era seguita da quella del Cristo trionfante, che dall’alto guardava al Chrestòs sofferente come a cosa SUPERATA
Per una piena comprensione della Pasqua dobbiamo avere dinanzi agli occhi Gesù crocifisso, l’Uomo del dolore, ma sopra la croce ci deve apparire il TRIONFATORE … e così risalire, non con il solo pensiero, ma CON TUTTA L’INTENSITA’ DEI NOSTRI SENTIMENTI e la profonda consapevolezza dell’eternità dello spirito.
Entro la nostra civiltà occidentale OGGI c’è veramente bisogno del pensiero di Pasqua, cioè dell’ elevazione verso lo Spirito … che indirizzi l’umanità all’esperienza della “RESURREZIONE DELLA NATURA UMANA”