Il commento di Hector dell’omelia di Papa Francesco, 19.03.2013

Papa Francesco, il cui nome ricorda San Francesco di Assisi,  nella sua prima omelia nel giorno dell’inaugurazione del suo pontificato –  19 Marzo 2013, solennità di San Giuseppe – ci ha riportato alla mente e al cuore l’esempio di Giuseppe, sposo di Maria e custode (= custos) di Gesù.  Proprio sul verbo  custodire, il Papa ha voluto concentrare l’attenzione dell’umanità, interpretandone l’azione come l’autentica missione nella sequela di San Giuseppe.

Di seguito le Sue parole e i punti più salienti del Suo discorso:

1) «Come esercita Giuseppe questa custodia?  Con discrezione, con umiltà, nel silenzio, ma con una presenza costante e una fedeltà totale, anche quando non comprende»

Spesso la nostra ragione non comprende, ma il nostro cuore dice “sì” a Dio.

2) «San Giuseppe accompagna con premura e amore ogni momento … nella quotidianità»      

Possiamo vedere la vicenda di Giuseppe in controluce, in maniera simbolica, e allora  Giuseppe rappresenta la ragione che custodisce e guida la nostra intuizione e la nostra creatività … che se non guidate non portano a concretizzare nulla.

3) «Come vive Giuseppe la sua vocazione di custode di Maria, di Gesù, della Chiesa? Nella costante attenzione a Dio, aperto ai suoi segni, disponibile al suo progetto … Giuseppe è “custode” perché sa ascoltare Dio»                               

È anche stato sottolineato «PER CUSTODIRE DOBBIAMO AVERE CURA DI NOI STESSI!  Ricordiamo che L’ODIO, L’INVIDIA, LA SUPERBIA SPORCANO LA VITA.  CUSTODIRE allora vuol dire VIGILARE SUI NOSTRI SENTIMENTI e sul nostro cuore, perché è da lì che escono le intenzioni buone e anche quelle cattive, quelle che costruiscono e anche quelle che distruggono! Non dobbiamo avere paura della bontà; anzi, neanche della tenerezza

4) San Francesco ha sperimentato la ricchezza poi ha cominciato a custodire il suo cuore, ovvero, ha messo ordine tra i suoi sentimenti spogliandosi, così ha potuto esprimere la sua grandezza … e anche portare alla luce la tenerezza della sua anima.   

5) Il Papa ha parlato direttamente agli esponenti dei vertici politici del mondo (presenti a San Pietro in Vaticano per omaggiarlo) e a tutti coloro che operano un ruolo nel settore politico, economico e sociale, oltre che a tutte le donne e gli uomini di buona volontà: «Siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella Natura; custodi dell’altro e dell’ambiente. Non lasciamo che segni di morte e distruzione accompagnino il cammino di questo nostro mondo….. «Sia chiaro che la vocazione del custodire non riguarda solo noi cristiani:   essa ha una dimensione superiore e a priori, che è semplicemente umana e riguarda tutti. Parliamo della CUSTODIA DELL’INTERO CREATO, DELLA BELLEZZA DEL CREATO,  così come è scritto nel libro della Genesi e come ci ha mostrato San Francesco d’Assisi:  essa significa AVER RISPETTO PER OGNI CREATURA DI DIO  E PER L’AMBIENTE IN CUI VIVIAMO; significa quindi custodire la gente, AVER CURA DI TUTTI, di ogni persona, CON AMORE – specialmente dei bambini, dei vecchi e di coloro che sono più fragili e spesso sono alla periferia del nostro cuore. È AVER CURA L’UNO DELL’ALTRO IN FAMIGLIA E TRA AMICI: gli amici e i coniugi si custodiscono reciprocamente, e come genitori si prendono cura dei loro figli e dei figli degli amici, e col tempo i figli diventano custodi dei genitori … L’amicizia è un reciproco custodirsi, nel rispetto e nella volontà di bene ….. In conclusione, TUTTO E’ AFFIDATO ALLA CUSTODIA DELL’UOMO ED  E’ UNA RESPONSABILITA’ CHE RIGUARDA TUTTI. Siate custodi dei doni di Dio! »

6)     Il Papa parla del “vero potere”: «Non dimentichiamo che il vero potere è il SERVIZIO.  Egli stesso – per adempiere alla missione cui è chiamato e riuscire ad esercitare il potere pontificio – deve necessariamente e come prima cosa immergersi nella dimensione del  “servizio”, che ha il proprio vertice di luce sulla Croce. È bene per lui guardar sempre al servizio umile, concreto e ricco di fede di San Giuseppe ; in questo modo potrà come Lui aprire le braccia per custodire tutto il popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità – specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nei giudizio finale sulla carità “ [Mi troverete in ?]chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere”…..Solo chi serve con amore sa custodire e guidare con efficacia!».

7)     Infine, l’invito del Papa ad essere come Abramo, il quale «… credette saldo nella speranza contro ogni speranza». Segue l’appello ad essere emissari di luce e di amore. «Anche oggi, davanti a tanti tratti di cielo grigio, abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza e di dare noi stessi speranza. CUSTODIRE IL CREATO  – cioè ogni donna ed ogni uomo – con uno sguardo di tenerezza e amore È CAPIRE L’ORIZZONTE DELLA SPERANZA, è aprire uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi, è portare il calore della speranza!»

Un discorso ricco di innumerevoli spunti di riflessione, dove interpreta il linguaggio biblico spiegando come CUSTODIRE sia  la MISSIONE di ogni essere umano che voglia essere tale, poiché custodire significa “prendersi cura” (= portare e tenere al cuore) di se stessi e di conseguenza degli altri.  

Guardiamo anche al nome scelto dal Papa per svolgere la sua funzione di Guida: è sinonimo di sublime semplicità di vita, e quindi sullo sfondo di tutti i suoi messaggi si legga “LA DIREZIONE è LA SEMPLICITA’”, esortazione a ché ritorniamo ad una vita semplice … la vita di per sé è semplice!                                                        

Dal primo momento con la gente in piazza San Pietro, Papa Francesco ha esortato alla PREGHIERA, dando concretamente il passo.                            

Amici carissimi, pregate quotidianamente e sempre di più, in ogni momento; le vostre azioni siano la vostra preghiera, la vostra stessa vita sia una preghiera, quale dipinto meraviglioso sulla tela bianca dell’esistenza.            

La preghiera è meditazione e meditare è pensare e creare: è tutto uno. Pregare vuol dire ricercare di continuo per “PORTARE IN LUCE L’ORIGINALE” (cioè l’ integrità delle origini) a partire da noi stessi, eliminando uno a uno tutti gli ostacoli: le nostre abitudini, i formalismi, le maschere, ogni cosa superflua che ci separa dal nostro nucleo, dalla nostra autenticità. Per questo è necessario essere “genitori” di noi stessi, custodi delle nostre emozioni e dei nostri innumerevoli sentimenti, riportando questi ultimi in situazione di equilibrio.                                                                                      La vostra INTENZIONE sia positiva al 100%; ponete ATTENZIONE e IMPEGNO MASSIMI in ogni cosa che fate, anche la più piccola! Tutto è importante … ed è importante COSA fai, ma ancor più COME lo fai.                                       

Molti dicono di essere seguaci di San Giuseppe, di San Francesco … ma per esserlo realmente bisogna ASCOLTARLI e poi agire come Loro, DIVENTANDO COME LORO … questo è accoglierli nel cuore! Per ciò occorre volgere lo sguardo a se stessi con UMILTÀ, lavorando su di noi con pazienza e fede per ritrovare il nostro EQUILIBRIO.                                                                           

Meravigliose creature, che siete state create dall’amore e siete amore, Qualcuno ha detto “Ama il prossimo tuo come te stesso”… re.imparate ad AMARE VOI STESSI (a prendersi cura e ad amare si impara amando) e fate crescere il vostro amore!

Vi amo, Hèctor

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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